Concorso

I Love GAI 2019

Il concorso I Love GAI – Giovani Autori Italiani, nasce da un’iniziativa SIAE in collaborazione con Lightbox. Il concorso è dedicato ai giovani autori e registi italiani sotto i quarant’anni, ed è aperto a opere di qualunque formato e genere con una durata massima di 20′.
Il concorso ha come primo obiettivo quello di promuovere e dare visibilità ai giovani talenti, favorendone il contatto con i produttori e il pubblico. Il concorso prevede una giuria formata da tre membri che saranno scelti tra personaggi noti del cinema internazionale: registi, attori, produttori, sceneggiatori, musicisti. La quarta edizione del concorso e la proiezione dei lavori selezionatisi terrà al Lido di Venezia, durante la 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2019.

Scarica il regolamento del concorso.

Informazioni sull’evento
maggiori informazioni saranno comunicate prossimamente.

 

Giuria

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    Caterina Guzzanti
    Il suo esordio televisivo è nel programma di successo Pippo Chennedy Show, in onda su Rai 2 nel 1997. Nell’anno successivo è nel cast del programma La posta del cuore. Dal 2000 al 2003 è in talk comici e satirici seguiti dal grande pubblico come L'ottavo nano, Il caso Scafroglia, Bulldozer e Assolo, sia in Rai che su La 7. Nel 2006 prende parte ai programmi della Gialappa's Band Mai dire lunedì, Mai dire martedì e Mai dire Grande Fratello su Italia 1. Dal 2007 al 2010 interpreta il ruolo di Arianna dell’Arti nella serie di successo Boris per tre stagioni e nel 2011 anche nel lungometraggio Boris – Il Film. Nel 2008 hanno successo le sue parodie di Mariastella Gelmini e Sarah Palin nel programma di Serena Dandini, Parla con me. Nel 2011 co-conduce con il pianista Stefano Bollani sei puntate di Sostiene Bollani, programma televisivo di Rai 3. Nel 2012 presenta sempre su Rai 3, con Davide Demichelis, il programma Nanuk - Prove d'avventura. Le sue parodie di successo continuano con il programma Un due tre stella, dove propone per la prima volta il personaggio di Vichi. L’anno successivo su MTV conduce il programma La prova dell'otto. Nel 2014 collabora con il gruppo bolognese Lo Stato Sociale per l'uscita del loro secondo album L'Italia peggiore, comparendo nel brano Instant classic. Nel 2014 è una professoressa universitaria di Storia dell’Arte nella serie per YOUTUBE, Esami. Interpreta numerosi ruoli in film per la Tv come Dove la trovi un’altra come me e Il Restauratore diretti da Giorgio Capitani (2010) e Come fai sbagli con la regia di Riccardo Donna (2015). Anche il Teatro la chiama a ricoprire diversi ruoli, in particolare e con successo di pubblico nel 2009 recita nel Corrado Guzzanti Tour e nel 2015 è tra le protagoniste della pièce teatrale Due Partite, diretta da Paola Rota e tratta dal testo di Cristina Comencini. Indimenticabili le sue interpretazioni per il Cinema da Nessuno mi può giudicare e Confusi e felici diretti da Massimiliano Bruno a Ogni maledetto Natale con la regia di Ciarrapico, Torre, Vendruscolo, Soap Opera di Alessandro Genovesi e Ti presento Sofia di Guido Chiesa, campione di incassi al botteghino
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    Luca Bigazzi

    Luca Bigazzi nato a Milano il 9 dicembre 1958, è un direttore della fotografia italiano. È il professionista che detiene il record di vittorie del David di Donatello per il miglior direttore della fotografia con 7 statuette ed è anche il primo direttore della fotografia italiano ad essere stato candidato al Primetime Emmy Awards nella categoria Miglior fotografia per una miniserie o film per la serie televisiva The Young Pope di Paolo Sorrentino. 'David di Donatello' (1995) per ‘Lamerica'; Venice FF 'Osella d'Oro' (1998) per 'Così ridevano' & 'L'albero delle pere'; Sitges FF 'Best Cinematography Award' (1998) per 'Totò che visse due volte'; 'David di Donatello' (2000) per 'Pane e tulipani'; Flaiano FF Award (2002), 'David di Donatello' Award nom (2002) & Brothers Manaki IFF 'Silver Camera 300' (2002) per 'Brucio nel vento'; 'David di Donatello' Award nom (2003) per 'Un viaggio chiamato amore'; 'David di Donatello' Award (2005) per 'Le conseguenze dell'amore'; 'David di Donatello' Award (2006) per 'Romanzo criminale'; Bari IFF 'Premio Giuseppe Rotunno' (2012) per 'Io sono Li'; Manaki Brothers International Cinematographers' FF 'Bronze Camera 300' (2012) per ‘This Must Be the Place'; Marburger Kamerapreis (2017).

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    Irene Dionisio

    Regista e artista visiva nata a Torino nel 1986, è laureata in Filosofia della Storia e ha conseguito un M1 in Cinema e Filosofia all’UPJV di Amiens. Si è inoltre formata con a.titolo, che ha prodotto i suoi documentari, con il documentarista Daniele Segre (Master Fare Cinema, Bobbio) e con la regista Alina Marazzi (IED, Milano). Dal 2017 al 2019 è stata direttrice artistica dello storico festival LGBTQI Da Sodoma a Hollywood, ora Lovers, del Museo del Cinema di Torino. La sua produzione artistica include videoinstallazioni, documentari, fra cui Sponde. Nel sicuro sole del nord (2015) e La fabbrica è piena. Tragicommedia in otto atti (2011), coprodotti da a.titolo, che hanno partecipato a festival internazionali ricevendo vari premi tra i quali il Premio Cariddi - Taormina Film Festival, il Premio Solinas, il Premio Scam (Fr) e il Premio della Giuria al Cine Verité in Iran. Il suo primo lungometraggio, Le ultime cose, è stato presentato alla Settimana della Critica di Venezia e nominato ai David di Donatello 2017 per il Miglior attore non protagonista, al Globo d’Oro 2017 come miglior opera prima e ha vinto un Nastro d’argento speciale alla sceneggiatura e numerosi altri premi. Le sue videoinstallazioni sono state esposte al PAC di Milano, al Museo Berardo di Lisbona, al MAMBo di Bologna, al PAV Parco d’Arte Vivente di Torino e al Centre d’Art Contemporain di Ginevra per la Biennale de l’image en mouvementHa tenuto numerosi corsi per istituzioni e progetti formativi tra cui il Dicastero di Lugano, Teatro Stabile di Torino e moltissimi altri. 

Comitato di selezione

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    Marco Dalla Gassa

    Marco Dalla Gassa insegna "Analisi del film" e "Teorie del cinema" all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Dopo aver lavorato a lungo nell’ambito della film literacy e della critica cinematografica, collaborando con varie istituzioni nazionali (Museo del Cinema di Torino, Istituto degli Innocenti di Firenze, AIACE, Casa del Cinema di Venezia, Festival dei Popoli di Firenze, Rivista Cineforum, ecc...), negli ultimi anni ha rivolto i propri interessi alla ricerca in ambito accademico. Si occupa, in modo particolare, di rappresentazioni dell’alterità culturale, orientalismo ed esotismo, teoria dell’autore, analisi del film. Tra i suoi libri figurano monografie dedicate ad Abbas Kiarostami e a Rashomon di Kurosawa Akira, un manuale sul cinema dell’Estremo Oriente, un volume sui documentari di viaggio nella seconda metà del Novecento e un numero monografico sui rapporti tra cinema e maoismo. E’ co-direttore della collana “Cinema, Media e Studi culturali” della casa editrice Meltemi e co-editore della sezione “Global Film Cultures” della rivista “Cinergie. Il cinema e le altre arti”.

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    Andrea Purgatori

    Giornalista, sceneggiatore e conduttore tv. Ha conseguito il Master of Science in Journalism alla Columbia University di New York. Come inviato del Corriere della Sera è noto per le inchieste su mafia, terrorismo e stragismo, come il rapimento Moro e la strage di Ustica. Ha realizzato reportage sui conflitti internazionali, in Libano, durante la guerra tra Iran e Iraq, nella Guerra del Golfo. Ha seguito le rivolte in Tunisia e Algeria e l’Intifada. Ha scritto anche per l'Unità, Vanity Fair e Le Monde Diplomatique. È membro dell'Accademia del cinema italiano, dell'Accademia del cinema europeo e del Consiglio di gestione della Siae in rappresentanza di tutti gli autori italiani dell’audiovisivo. Per la saggistica ha scritto A un passo dalla guerra (Sperling & Kupfer) Il bello della rabbia (Baldini e Castoldi) e I segreti di Abu Omar (Rizzoli/Fandango). Per il cinema ha scritto tra l'altro Il muro di gomma, Il giudice ragazzino, Fortapàsc, L'industriale. Per la tv ha scritto tra l’altro Fine secolo, La vita cambia, Sospetti, Attacco allo Stato, Caravaggio, Lo scandalo della Banca Romana, Il commissario Nardone, La fuga di Teresa, Le ragazze del web, Helena & GloryNel 2006 ha scritto insieme a Francesco Nicolini i sei monologhi di Marco Paolini per Teatro Civile (RaiTre). E’ stato candidato più volte per la migliore sceneggiatura al Nastro d’argento, che ha vinto per Il muro di gomma, al David di Donatello e al Globo d’oro, che ha vinto per Il giudice ragazzino. Ha vinto il Premio "Crocodile" Altiero Spinelli, il Premio Hemingway, il Premio Elsa Morante Cinema, il Premio Internazionale Sergio Amidei e il Fipa d’or a Biarritz.

  • Mara Sartore
    Mara Sartore

    Per 14 anni ha diretto Circuito Off, noto festival del cortometraggio, che ha ospitato negli anni importanti personalità del mondo del cinema con un occhio di riguardo per gli autori italiani a cui è sempre stato dedicato un premio speciale. Tra i nomi delle personalità che il festival ha ospitato menzioniamo cominciando dagli italiani: Paolo Sorrentino, Luigi Lo Cascio, Giuseppe Piccioni, Tinto Brass, per poi passare agli stranieri, Emir Kusturica, Spike Lee, Natalie Portman, Vincent Cassel, Gaspar Noe, Anna Mouglalis…

    Circuito Off ha celebrato la sua ultima edizione nel 2013 a Palazzo Grassi coronando la sua vocazione di festival che da sempre ha esplorato i limiti tra i generi spaziando tra video art, cortometraggio e performance.

    Oggi Mara Sartore è la direttrice di Lightbox società di comunicazione e casa editrice con sede a Venezia. Specializzata in arte contemporanea, continua a occuparsi di video; da tre anni dirige il concorso per Giovani Autori Italiani promosso da SIAE. 

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Finalisti

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    In Her Shoes – Maria Iovine
    In Her Shoes è un found fooatage film che racconta la storia di Domenico, un uomo che vive in un passato dispotico in cui le donne sono al potere e gli uomini si occupano della famiglia. Attraverso immagini d'archivio, In Her Shoes riscrive la Storia: gli uomini uniti in un movimento di liberazione. Le immagini del nostro passato non raccontano più chi siamo, ma ci lanciano una sfida. Cosa avrebbero fatto gli uomini se si fossero trovati nella posizione delle donne?
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    Escena final – Tommaso Santambrogio
    Escena final è la storia di un bambino indigeno Ese'Eja che si trova ad affrontare la morte del nonno. Durante i due giorni che separano i due funerali tipici della tradizione indigena (uno dedicato allo spirito del defunto e uno al corpo), il bambino decide di andare per la prima volta in vita sua in città scappando dal villaggio, per inseguire il sogno del nonno di tradurre le sue poesie dalla lingua Ese'Eja alla lingua spagnola, per permettere così facendo al suo spirito di trovare la pace.
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    Armonia – Giovanni Mauriello
    Sono in armonia due note che, in accordo tra loro, generano piacere all’orecchio e al cuore; «armonia» non è però un termine che appartiene solo al glossario musicale, è anche un elemento costitutivo delle relazioni tra esseri umani. Ed è tra le note di celebri canzoni pop, che per l’occasione si trasformano in melodie liriche, che si sviluppa la storia di Laura Righi, donna transessuale che nel 1963, per prima in Italia, si è sottoposta a un intervento di riassegnazione del sesso. La sua è la storia di un duplice amore: quello per Beppe, che nonostante le difficoltà è riuscita a sposare, e quello per se stessa, alla quale è sempre rimasta fedele.
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    Gli arcidiavoli – Lorenzo Pullega
    “Gli Arcidiavoli” è una commedia ambientata nel sottobosco delle sale biliardo dei circoli ARCI. Il corto racconta la sfortunata serata dei quattro giovani protagonisti in un mondo di periferia popolato da anziani truffatori, giocatori incalliti e scaltri, pazzi ispettori di polizia, suadenti drag queen, viscidi infiltrati e bellissime donne fatali. Ma gli Arcidiavoli è soprattutto un inno all’amicizia e al trasgredire le regole in una festa esagerata dove i generi si mescolano in un crescendo fra comico e poliziesco, noir e musical.E', in breve, un riconoscente atto d'amore per il cinema.
  • Lo schiacciapensieri – Domenico Modafferi
    Giuseppe è un ragazzo a cui manca la mano sinistra. Ma quando incontra la bellissima Viola, Giuseppe nasconde la sua condizione, spacciandosi addirittura per un pianista.
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    Far East – Cristina Puccinelli
    Uno scorbutico anziano perde la sua badante ucraina a causa del suo egoismo. Sentendosi solo, la sua disperazione lo spingerà a un lungo viaggio, alla ricerca di affetto.
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    L’interprete – Hleb Papou
    Francesca Osigwe, italiana di origini nigeriane, collabora con la polizia traducendo intercettazioni relative al traffico della prostituzione. Il caso di omicidio di una madame, legato a doppio filo a un oscuro patto Juju, la metterà a confronto con le sue paure più profonde.
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    Labor – Cecilia Albertini
    Una madre surrogata si trova in una posizione difficile quando le viene chiesto di abortire il figlio che aspetta per un'altra donna.
  • La-strada-vecchia-2-Small
    La strada vecchia – Damiano Giacomelli
    Come suo padre e suo nonno prima di lui, Nicola lavora in una piazzola lungo una strada di montagna. Vende agli automobilisti di passaggio le patate coltivate dalla sua famiglia, mentre proprio sopra la sua testa stanno per concludersi i lavori della “strada nuova”. Un incontro imprevisto gli darà il coraggio di prendersi qualche rischio e... cambiare marcia.
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    La Bête (La bestia) – Filippo Meneghetti
    Un paese sperduto e desolato. Nelle vicinanze, in una foresta creduta infestata, un bambino cade in una buca. Suo nonno, un vecchio pastore quasi cieco, prova a convincere gli abitanti del villaggio a salvarlo, di fronte all'oscurità della notte e alle loro paure...
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    Partenze (Departures) – Nicolas Morganti Patrignani
    Ludovico deve accettare la dura scelta della moglie malata di voler morire. Sarà proprio lui che, in un disperato gesto d’amore, la aiuterà nel suo intento.
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    La bellezza imperfetta – Davide Vigore

    Girolamo Scimone è un uomo di 65 anni, che vive una Palermo oscura. Schivo e riservato col resto del mondo, Girolamo ha sempre avuto un rapporto conflittuale con le donne, che non lo hanno mai trovato attraente. La sua vita solitaria si perde tra le vie del centro di Palermo, dove impegna il tempo tra l’oscuro lavoro da sfruttatore e il magico mondo dei cavalli, sua unica e smodata passione. Questa liturgia quotidiana subisce una violenta battuta d'arresto, quando Girolamo si trova a incrociare lo sguardo timido e impaurito di Victoria, giovane ragazza ucraina giunta in Italia con l’inganno. Per la prima volta nella sua vita, egli avverte dentro di sé le profonde conseguenze dell’amore.

  • La scelta (The choice) – Giuseppe Alessio Nuzzo
    Una favola moderna, ispirata alla storia vera dell'attrice Cristina Donadio. Una donna si muove pensierosa su un set cinematografico. Non riesce a mantenere lucidi i pensieri, come se fosse risucchiata al centro della Terra. In questa giornata particolare si ricorda di quando, da giovane, una zingara le prese la mano e le disse: "Tu dalla vita avrai tutto, grandi fortune e grandi sfortune..."
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    Le case che eravamo – Arianna Lodeserto
    Attorno a noi poche mura,  un suolo incerto, smisurate crepe. Dentro di noi, molti archivi. Tra ’mperatori e ’mpuniti, tra baraccanti e palazzinari, tra comunisti e preti e papi, donne molto in lotta e grigie città matrigne sfilano con passo proprio  in un corteo archivistico, polifonico e aggrovigliato, tra le braccia dell’ente morale IACP, ovvero nel colmo della sua assenza.
  • Una cosa mia – Giovanni Dota
    Napoli, Agosto 1971. Fofò oggi indossa una nuova camicia, gliel'ha cucita la madre. Con quella addosso assomiglia a suo padre da giovane.E' ancora un ragazzino, ma da quando il padre non c'è più è lui l'uomo di casa. Fofò perderà quella camicia, ma tornerà a casa un pò più grande.
  • Daughterland – Andrea Di Paola
    Il Signor P. affronta il compleanno della figlia; la distanza spalancatasi tra la propria capacità di costruire significati e l’impianto logico del nuovo mondo permea la sua ricerca di un dono. Se Lara sembra vivere appieno il nuovo mondo, per lui è difficile trovarvi spazi abitabili o parole comprensibili.  Milano è grande e può far paura, Lara è grande e può far paura
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